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Le imprese che potevano contare su di un numero consistente di personale
e sull'appoggio di un Clan sempre forte, potevano anche permettersi
l'acquisto di equipaggiamento per il mare: un battello e qualche rete,
se non addirittura un "bragozzo". Questi mezzi garantivano una valida
alternativa alla tratta in canale. Essi potevano essere sfruttati durante
la campagna delle seppie, per convenienza economica, o quando la laguna
era ghiacciata, per convenienza pratica.
In seguito la redditivita` della pesca alle seppie ed alle sardine indusse
anche chi aveva il "casone" molto all'interno ad acquistare l'attrezzatura
per tali arti da pesca nuove e trasferirsi in mare in quei periodi.
Il travaso diventava via-via piu' consistente.
Ecco il caso del Clan dei Pipeta, in cui i due fratelli a capo di esso,
forti dell'esperienza giovanile di qualche anno in mare di uno di loro,
tenendo conto sia della bonifica incalzante, sia del numero consistente
dei loro figli, decisero di acquistare un piccolo battello.
Sulla barca furono avviati i maggiori sotto la guida dell'uno, mentre
l'altro proseguiva nel condurre una grande "compagnia di tratta".
L'esperimento ando' bene ed acquistarono un'imbarcazione piu' grande
che, quando i due si divisero, resto' alla famiglia del fratello esperto;
su questa imbarcazione d'estate andavano a pescare alcuni dei suoi figli,
raggiungendo in settembre il padre e gli altri fratelli rimasti al "casone".
Questo esempio evidenzia il fatto che nella nuova organizzazione dell'attivita`
di pesca i Clan tendevano a rimanere in laguna e contemporaneamente
a spostarsi in mare. Anche quando si separarono nettamente in imprese
autonome, rimase sempre costante il legame di aiuto reciproco. Se si
considera la posizione di quegli ex- membri che si rivolsero decisamente
al mare, tale rapporto risulta comunque molto conveniente perche' i
bragozzanti, racconta Nani, "se c'era burrasca ...andavano a finire
dove? Al capanno dei genitori o dello zio,cioe` ritornavano all'ovile.
Allora li' potevano pescare nella laguna, con le stesse barche" D'altrocanto
tali cambiamenti cominciarono ad incrinare il sistema delle alleanze
per Clan, i quali divennero sempre piu' ristretti sia nel numero dei
componeti sia nelle aree di pesca. Se la struttura del Clan non era
pienamente efficiente, la pesca in laguna non poteva piu' essere continuativa
e soprattutto non riusciva a mantenersi competitiva.
In quel caso il mare assumeva sempre piu' l'immagine del luogo della
pesca miracolosa, ricco di risorse non ancora toccate; la laguna, viceversa,
era il luogo dei vecchi, dei pavidi o dei pochi fortunati che erano
riusciti a resistere nel "casone" in una posizione ottima. Insomma,
anche se il passaggio non e` stato brusco ma si e' svolto gradualmente
nell'arco di cinquant'anni, e' da tener presente che il 1933 evidenzio'
l'inizio di un nuovo tempo in cui il vecchio equilibrio eco-socio-economico
comincio' a segnare il passo. I "bragozzi", infatti, cambiarono le regole
del gioco: l'organizzazione della pesca -e tutto quello che ne conseguiva-,
passo` dagli anziani ai giovani piu` intraprendenti.
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