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Due sono le soluzioni prospettate e cioe':
1) - Bonifica idraulica, agraria ed igienica coi soliti
sistemi delle zone viciniori.
2) - Bonifica con la trasformazione in Valli salse da
pesca chiuse (arginate).Bonificatore appassionato affermo che l'opera
bonificatrice idraulicoagraria deve essere per ora limitata alle zone
di palude dolce, dove il problema e' immediato, urgente, e dove puo' attendersi
un risultato economico sufficiente a premiare sia il sacrificio dello
Stato, come quello del privato bonificatore.
Nel caso di Caorle la bonifica piu' economica e' senza dubbio quella valliva,
che senza compromettere l'esito igienico, assicurera' un reddito notevole
e immediato.
L'operazione prevista fu approvata dal Consorzio con delibera del 21 ottobre
1926 nella quale si stabiliva che l'O.N.C. realizzasse la bonifica ittica
delle XVIa presa anticipando i fondi che il Consorzio avrebbe restituito
in dieci anni con il reddito delle valli; in caso contrario le proprieta'
del Consorzio sarebbero passate definitivamente all'O.N.C.
I lavori di approntamento delle valli furono realizzati dall'Opera solo
nella primavera del 1934 e la consegna delle stesse al Consorzio fu effettuata
nel settembre successivo.
Il Consorzio si trovo' cosi' nella condizione di non poter assolvere gli
impegni assunti e di rimborsare i prestiti.
Le valli Zignago, Perera e Vecchia restarono in proprieta' all'O.N.C.
e successivamente le prime due furono vendute, nonostante i fini istituzionali,
al Conte Gaetano Marzotto nel i942 mentre la Valle Vecchia passo' in proprieta'
all'Ente Nazionale per le Tre Venezie. Al Consorzio in questo modo restava
solo la proprieta' dei diritti esclusivi di pesca riconosciuti nel decreto
prefettizio 8.5.1894 e confermati con decreto del Ministro della Marina
Mercantile 5.3.1950 nei seguenti canali: Livenza Morta, Commessera, Orologio,
Saetta Palangon, Riello, Lame, Nicesolo, Alberoni, Rocca, del Morto, Are,
Cavanella, Canadare, Rottole, Baseleghe, Lovi, Lugugnana e spiaggia tra
la foce del Tagliamento e l'idrovora di S. Croce.
La laguna di Caorle, che si estendeva dal Livenza al Tagliamento, e' attualmente
ristretta lungo il canale Nicesolo che dalla sua imboccatura, porto di
Falconera, s'inoltra entro terra per circa 14 km, con andamento curvilineo
e mantenendo per buona parte del suo percorso pressoche' la stessa ampiezza.
Il Nicesolo costituisce non solo il canale di gronda di tutti gli scoli
delle bonifiche, ma riceve notevoli contributi di acqua dolce che ne attenuano
di molto il tenore salino.
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