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L'antico possesso e godimento delle acque, paludi,
canali e porti siti nei confini della sua giurisdizione, tra il Livenza
ed il Tagliamento, veniva riconosciuto alla Comunita' di Caorle come "diritto
esclusivo di pesca e caccia" dal Doge Francesco Foscari con editto del
1439, imponendo un canone annuo di due ducati come livello perpetuo.
All'interno della laguna l'opera continua dei fiumi porto' consistenti
modifiche che fecero sentire il loro influsso nonostante alcuni interventi
di riassetto; il loro trasporto solido fluviale faceva avanzare la linea
dell'entroterra riducendo progressivamente l'area lagunare.
Questo fenomeno offri' l'occasione ad alcuni nobili, i cui possedimenti
confinavano con le lagune, di proporre una revisione del decreto del 1439
per cui, nel 1642, una delibera del Senato della Repubblica stabiliva
la confisca di tutte le lagune che, divise in due lotti di nove e undici
prese, vennero messe all'asta.
Malgrado le opposizioni dei caprulani per ritardare l'acquisto da parte
dei nobili dei terreni confiscati nel 1717 fu effettuata la vendita di
sette prese alla famiglia veneziana dei Cottoni.
Undici prese rimasero invendute fino al i782 quando, per ordine del Senato
Veneto, furono messe all'asta e assegnate ai Conti Prampero. Come compenso
ai caprulani la Repubblica concesse in assoluta proprieta' la XVIa presa
e il diritto esclusivo di pesca in tredici canali.
Nel 1811 Trino Bottani descriveva nel suo saggio sulla citta' di Caorle
l'assetto della costa compresa tra Livenza e Tagliamento, con particolare
riguardo alla laguna che si estendeva nell'entroterra sino alle paludi
di Zignago e Gramigna. Tali zone erano soggette alle acque salse e dolci
secondo il moto alterno della marea e alla portata dei fiumi Livenza e
Lemene ed ai canali Nicesolo e dei Lovi che mettevano capo rispettivamente
ai porti di Falconera e Baseleghe.
Nel 1858 fu costituito legalmente un Consorzio fra pescatori e nel mede-
simo anno fu sancito il trasferimento dei diritti della Comunita' caprulana
alla nuova organizzazione.
Le valli da pesca ed i tratti erbosi che costituivano la XVIa Presa divennero
proprieta' del nuovo Consorzio, cui veniva affidato il compito di tutelare
i diritti di pesca nei canali lagunari. Nel 1874 il Consorzio effettuo'
la vendita di una parte del terreno della Presa e con il ricavato acquisto'
la zona di laguna denominata Valle Vecchia.
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