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Fasi
Costruttive della barca
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| . | La costruzione di una barca è una operazione che si ripeteva, senza sensibili variazioni e con lo stesso rituale, da sempre e le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Il susseguirsi delle varie operazioni avveniva secondo pratiche secolari dei nostri calafati ed era indissolubilmente legato alla funzionalità ed alla morfologia stessa dello scafo. In un ambiente come il nostro, ove la barca è nata con l'uomo, l'efficienza e la resistenza di quest'ultima sono considerate un fattore primario di vita e le fasi della sua costruzione rappresentano momenti altamente significativi da assumere un valore certamente simbolico e propiziatorio. È comprensibile dunque come queste operazioni abbiano superato la prova del tempo subendo solamente quelle modifiche atte ad assicurare e migliorare l'efficienza, la funzionalità e, insieme, l'eleganza di queste imbarcazioni. Fino ai primi decenni del nostro secolo non era uso progettare i piani costruttivi delle barche, grandi e piccole che fossero; la costruzione avveniva attraverso semplici annotazioni, schizzi e misure e, soprattutto, con l'esperienza dei maestri d'ascia e dei calafati che tramandavano gelosamente di padre in figlio i segreti del mestiere. Problemi di carattere tecnico, che potevano eventualmente sopraggiungere nel corso delle varie operazioni, venivano risolti estemporaneamente tracciando disegni di particolari costruttivi direttamente sul terreno o sulle pareti delle tenze (capannoni ove si costruivano le barche). Nessuna meraviglia dunque se fino dalle primissime fasi operative tutto rimaneva celato agli occhi degli estranei e dei curiosi, protetto all'interno delle tenze fin quasi agli ultimi ritocchi prima del varo. La prima operazione, per le barche a fondo piatto come le nostre, consisteva nell’ “impalare il cantiero” nella tenza dopo aver scelto opportunamente il terreno e averlo preparato con "becanele". Si trattava di porre perpendicolarmente alla linea di battigia dello squero una lunga trave sospesa da terra circa 30-40 cm, a mezzo di "tacche". Alle estremità del "cantiero" in corrispondenza della prua e della poppa, venivano fissate le "levazioni" che davano la voluta curvatura del fondo della barca. Era, in effetti, lo "stampo" di base su cui nasceva l'opera. Venivano poi collocate le aste di prua e di poppa, in forma provvisoria, rinforzate all'interno da una sorta di contrafforte chiamato "anticuore" mantenuto in posizione verticale rispetto al cantiero mediante assicelle puntellate sul terreno. |
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