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Ho avviato questo piccolo lavoro di ricerca per aderire al desiderio di
un amico che mi aveva chiesto notizie sul bragozzo, la famosa e caratteristica
barca da pesca dell'Alto Adriatico ormai scomparsa. E con piacere ho colto
questa circostanza perchè mi ha permesso di rivivere con commozione famiglie
e uomini, immagini e cose lontane nonchè di aver preso più profonda conoscenza
dei particolari, forma, fasi di costruzione, terminologie, la vita stessa
del bragozzo.
Gli appunti e parte degli schizzi sono stati ricavati dai libri: G. Crovato
- M. Crovato - L. Divari "Barche della laguna veneta" 1980 Arsenale Cooperativa
Editrice - Venezia; Dino Memmo "Calafati Squeri e Barche di Chioggia"
1985- Nuova Editrice CHARIS - Chioggia perchè la mia conoscenza in fatto
di barche è molto limitata e basata solo su ricordi ormai lontani e notizie
raccolte dai pescatori più anziani. Caorle, il mio paese, non ha mai avuto
squeri per la costruzione di barche di tale tipo ma, fino agli ultimi
tempi, ne funzionavano due risalenti al 1860 e 1875, modesti cantieri
per operazioni di calafataggio, periodiche manutenzioni e costruzione
di piccole imbarcazioni a remi. I primi bragozzi (barche scuola) sono
stati acquistati nel 1927 dal Consorzio Peschereccio a Chioggia e la flottiglia
arrivò ad un massimo di 30 - 40 unita’ tenendo conto delle integrazioni,
sostituzioni e disarmi. Per fare un confronto tra la consistenza della
flottiglia peschereccia di Caorle e quella di Chioggia basta pensare che
io sono riuscito a raccogliere, in occasione di una mostra che ho fatto
a Caorle nel dicembre 1982, una sessantina di modelli di vele mentre il
Marella a Chioggia (nel 1890) aveva raccolto i segni di oltre mille vele.
L'attivita’ peschereccia a causa della guerra veniva ridotta e quindi
sospesa sul finire del 1943 con l'occupazione dei tedeschi; veniva ripresa
dopo la guerra e si incominciò a dotare i bragozzi di motore fino a quando,
un pò alla volta, la flottiglia veniva sostituita da motopescherecci.
Oggi infatti non esiste più alcun esemplare di bragozzo; l'ultimo, il
"Vulcania", è andato a rifugiarsi e morire nei canali della laguna. Questa
può essere una idea per promuovere una ricerca più sistematica di documenti,
notizie per riscoprire un periodo, anche se relativamente breve, di vita
del nostro paese affinché non vada perso un patrimonio di cultura, umanità
e sacrifici dei nostri anziani.
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