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Untitled Document TEMPOFRANCO: IL TEMPO METEOROLOGICO SUL VENETO ORIENTALE TEMPOFRANCO: IL TEMPO METEOROLOGICO PREVISTO SUL VENETO ORIENTALE E LITORALE ‘JESOLO – CAORLE – BIBIONE’ A cura del dott. Francesco Fontana – Torre di Mosto (VE) Bollettino n° 615 emesso giovedì 4 settembre 2008 – previsioni da venerdì 5 a lunedì 8.-
Situazione e previsioni generali: QUESTO CALDACCIO NON MOLLA LA PRESA, ANZI Flusso di correnti calde e umide dai quadranti meridionali con scorrimento di modesti impulsi perturbativi. Situazione di stallo: anche nei prossimi giorni continueremo ad assistere a un alternarsi nei nostri cieli tra nubi in scorrimento da meridione o da occidente e schiarite temporaneamente anche ampie; è ovvio che alle fasi più instabili potranno associarsi precipitazioni, localmente anche temporalesche. Estrema variabilità, dunque, la situazione più imbarazzante per il meteorologo il quale vorrebbe dare indicazioni più precise ma proprio non può farlo. Su una cosa invece possiamo giurare: farà caldo, molto più caldo rispetto alla norma, ance se molto meno rispetto al nostro meridione che vivrà un’autentica sciabolata sahariana. Ci sarà anche una debole afa. Le temperature rimarranno più o meno stazionarie, salvo un possibile ulteriore moderato aumento, dunque su valori davvero elevati per il periodo. La visaibilità sarà sovente compromessa da foschie e locali nebbie specie nelle ore più fresche. Venti a regime di brezza con qualche rinforzo meridionale od orientale sulla costa. Mari poco mossi o localmente mossi. Per la settimana entrante evoluzione ancora bloccata, a quanto pare, e comunque molto incerta. Allo stato attuale si propende per una lenta diminuzione termica, tuttavia sempre in un contesto assai più caldo della norma, e ancora con cieli molto variabili.
Valori termici previsti su Caorle al suolo, ed a 1.500 mt. nella libera atmosfera: Legenda: tn= temperatura minima, tx= temperatura massima, tf= temperatura alle 12:00 a 1.500 mt. Venerdì: tn= +19 / +21 tx= +28 / +30 tf= +14 Sabato: tn= +19 / +21 tx= +30 / +31 tf= +15 Domenica: tn= +20 / +21 tx= +30 / +31 tf= +15
Dati meteorologici salienti periodo lunedì 1 – giovedì 4 (Stazione di rilevamento in Torre di Mosto – VE): Temperatura minima registrata: +17,9 °C il 4. Temperatura massima registrata: +29,8 °C il 4. Fenomeni particolari: afa debole per l’intero periodo Situazione alle ore 19:00 del 4: +25,6 °C; poco nuvoloso; vento forza 2 da Sudest (Scirocco); Pressione: 1014 h.pa Pressione prevista alle ore 12:00 del 5: 1012 h.pa; del 6: 1012 h.pa; del 7: 1013 h.pa.
Livello di qualità della previsione precedente: 3 (1= pessimo 2= mediocre 3= accettabile 4= buono 5= ottimo) Andamento meteorologico del mese di agosto 2008 su Venezia: Temperatura media: +23,85 °C, superiore di 1,14 °C rispetto alle medie di riferimento (1971-2000). Compendio: Altro mese piuttosto caldo, con una persistenza anticicloniche spesso con matrici africane che ha limitato le ingerenze atlantiche o nordeuropee le quali sono state in grado di produrre fenomeni più o meno intensi specie intorno al ferragosto, quindi il 23 quando le manifestazioni temporalesche sono state localmente di particolare intensità. Ancora una volta leggermente superiore alla norma il bilancio pluviometrico, specie nel settore montano. Fenomeni particolari: Manifestazioni temporalesche anche intense l’8, intorno al ferragosto, e il 23.
Prossimo bollettino: il servizio riprende sabato 13 settembre 2008 ore serali. Nessuna responsabilità si assume per eventuali inesattezze di qualunque tipo e proporzione nelle previsioni. e-mail: tempofranco@inwind.it Redazione: allora, dottor Fontana, diciamo due parole sulla stagione estiva appena conclusasi. Fontana: si è trattato di un’estate calda, perfettamente inserita nella tendenza al Global warming degli ultimi decenni, tuttavia senza eccessi quali si erano verificati nelle stagioni precedenti, soprattutto del 2003, in termini di punte e durata del calore, e del 2006 in termini di records termici. I tre mesi estivi hanno fatto registrare anomalie termiche positive abbastanza omogenee e rilevanti, anche se non sono mancati episodi freschi o freddi abbastanza intensi, basti pensare a sabato 14 giugno quando, sotto un cielo plumbeo, nelle ore centrali del giorno la pianura veneta faceva registrare poco più di 10 °C: un valore di tutto rispetto anche per un mese invernale. Soprattutto però va sottolineata con soddisfazione la piovosità notevole e ben distribuita, capace di scacciare l’incubo della siccità e di porre un freno allo scioglimento dei ghiacciai alpini, effettivamente dotati quest’anno di discreta salute. R.: non sono purtroppo mancati episodi vorticosi e distruttivi, grandinate, fortunali. F.: come in ogni stagione estiva che si rispetti. Non enfatizziamo gli episodi di turbolenza atmosferica rovinosa, che si sono sempre verificati e sempre si verificheranno. Enormi sono le quantità di energia in gioco nei mesi estivi, inevitabile è che prima o poi esse esplodano in fenomeni pericolosi. Ma questo non è un effetto dell’effetto serra, passatemi il bisticcio di parole: basti pensare agli autentici tornados che hanno funestato le nostre regioni padane e adriatiche molti decenni addietro, quando di effetto serra non si sentiva quasi parlare ed effettivamente le temperature medie locali e globali erano qualche decimo di grado inferiori a oggi. R.: ma allora questo effetto serra c’è o no? F.: certo che c’è, nel senso che quello naturale è senza dubbio amplificato dall’immissione di gas serra nell’atmosfera da parte dell’uomo. Però se e quanto influenzi il clima tale forzatura che noi stiamo facendo alla natura è tutto da dimostrare, soprattutto rammentando che in agguato ci sono sempre azioni e retroazioni significative specie a livello locale; per dire: se nel giro di alcuni anni si bloccasse la Corrente del Golfo, proprio per paradossale effetto dello scioglimento artico? Cosa accadrebbe in Europa? Grosse sorprese sarebbero in agguato. E comunque già in un precedente intervento ricordavo come in questi ultimi mesi il pianeta si sia improvvisamente e sensibilmente raffreddato, tanto da far parlare gli scienziati di un estemporaneo Global cooling che avrebbe fatto retrocedere il suo antagonista, il Global warming, di almeno 15 anni. R.: eppure in questi ultimi tempi, dott. Fontana, di Global cooling qua in Italia non ce ne siamo proprio accorti: gli ultimi inverni sono stati caldissimi, le altre stagioni quasi mai fredde… F.: è vero, ma qui parliamo appunto di Global cooling; a livello locale possiamo dire che negli ultimi 12 - 18 mesi l’Europa sia stato l’unico spicchio del pianeta a non soffrire per inverni assai freddi. L’ultima stagione invernale ha sommerso di neve zone subtropicali dell’Asia orientale fino al piano, ha fatto conoscere gelate alle pianure indiane, ha posto in un terribile frigorifero tutto il Medio oriente, Atene ha patito più d’una tempesta di neve, così come nell’emisfero Sud i ghiacci antartici sono avanzati in modo spettacolare, è nevicato fin quasi ai tropici nelle pianure argentine, il Sudafrica è stato ripetutamente sfiorato dai gelidi aliti polari, Nuova Zelanda e Australia stanno ora sperimentando l’inverno più freddo da decenni. Insomma, il pianeta ha vissuto e sta vivendo una fase davvero di controtendenza rispetto a tante annate calde. Ma non in Europa. Una sfida per la nuova climatologia è proprio capire il perché di queste eccezioni che comunque confermano la regola. R.: dottore, l’autunno come si annuncia? F.: sta avendo un inizio caldissimo, tanto per cambiare. Almeno fino a metà settembre non se ne parla di inversioni di tendenza, salvo colpi di coda al momento del tutto imprevedibili. E le previsioni stagionali, che spesso centrano una linea di tendenza, vedono alte probabilità di una stagione mite e relativamente secca sulle nostre zone, tendenza tiepida che dovrebbe caratterizzare anche la prima parte della stagione invernale. Gli indici generali, quelle grandezze che prendono in esame temperature oceaniche, andamento delle correnti, entità di fenomeni come i Ninos e i loro contrari, le Ninas, etc…, l’anno scorso facevano intuire un inverno per noi fresco nella prima parte e mite nella seconda: così è stato. Quest’anno la tendenza sembra essere invertita. Staremo a vedere, anche se saremmo noi i primi a essere lieti di sbagliarci: anche se il freddo a volte dà fastidio, una bella stagione rigida dall’inizio alla fine, farebbe molto bene alla natura, all’ambiente, all’ecosistema in generale. Mi perdoni chi detesta ghiaccio e neve, ma è proprio così. E comunque a presto per qualche altra nuova chiacchierata. R.: a presto.


















































 
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