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Caorle Vacanze
Abside
Abside principale
Affresco S.lucia
Bassorilievi
Ara Licovia
Il Campanile
Colonna e Capitello
Lato esterno
Lato esterno 2
Lato esterno 3
Esterno Abside
Facciata
Le grandi Icone
Frammenti Icone
L'interno
Maria
Navata destra
Navata destra
Navata sinistra
Navata sinistra
Pianta
La Pala d'Oro
La Pala d'Oro
Il Campanile
Portali d'ingresso
Il Presbiterio
Schema
Tavole
Ultima Cena
Loggia
Vista del Campanile
L'Interno
La Cattedrale - Le grandi Icone
Die Kathedrale - Die Grosses Ikonen



el giro del resto dell'abside brillano ora le sei tavole lignee, a tempera, con immagini dei sei apostoli.
Esse sono il resto della serie completa delle dodici tavole, collocate o sopra la trave (cosmitis) della distrutta iconostasi o, forse meglio, tra i plutei e la trave di codesta, che chiudeva il presbiterio secondo I'usanza lagunare di origine bizantino orientale.
Non è facile individuare i sei apostoli: evidenti risultano S. Pietro con le chiavi e S. Paolo con il libro aperto.
Forse quello con la lunga penna in mano corrisponde a S. Giacomo maggiore.
Gli altri recano in mano i consueti rotoli pergamenacei legati da fettuccia rossa, in fedeltà ai canoni iconografici bizantini.
Le sei tavole sono ritenute lavoro di anonimo, il cosidetto Maestro di Caorle, legato ai modi di Paolo Veneziano, eseguite nel tardo Trecento, inauenzate dalla coeva arte paleologa di Bisanzio.
Forse si nota la presenza di due artisti, uno per i santi Piero, Paolo e Giacomo, il quale si esprime in maniera asprigna, in particolare nella barba, nei capelli, nei volti corrugati ed accigliati; I'altro, per gli altri tre apostoli, resi in un linguaggio piu disteso e morbido.

eim Rundgang der Apsls glänzen uns die sechs höllzernen Tafeln mit Temperafarbe bemalt und die sechs Apostel darstellend, entgegen. Diese sind der Rest einer kompletten Reihe von 12 Tafeln, die entweder oberhalb des Balkens (cosmitis) der zerstörten Ikonestase angebracbt waren, oder vielleicht besser zwischen den Chorschränken und dem Balken derselben die das Presbyterium abschloss nach der lagunaren Sitte aus byzantinisch orientalischem Ursprung. Es ist nicht leicht die 6 Apostel zu identifiziern: deutlich erscheint nur St. Petrus mit den Schlüsseln und St. Paulus mit offenem Buch. Vielleicht entspricht jener mit der langen Feder in der Hand dem Hlg. Jakopus maior Die anderen haben die üblichen Pergamentrollen in der Hand, die mit einem roten Band gebunden sind nach den ikonographischen byzantinischen Regeln. Die 6 Tafeln sind von einem Schüler des Paolo Veneziano gemalt und im späten 14. Jahrhundert ausgeführt. Nun will man vielmehr die Hand eines unbekannten Meisters sehen, der von der zeitgenössischen paleologischen Kunst von Byzanz beeinflusst wurde. Vielleicht erkenn-t man die Gegenwart von 2 Künstlern: Einer für die Heiligen Petrus, Paulus und Jakobus der sich in einer bitteren Miene, besonders Bart, Haar und in gefurchten und finsteren Gesichtern ausdrückt, der andere für die anderen 3 Apostel die in einer milderen Art dargestellt werden.



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